Le gesta


le gestaUna vita di battaglie e imprese eroiche

 

La sconfitta dei nobili appartenenti alla fazione popolare a Perugia - i cosiddetti beccherini - comportò l'esilio dalla città per la famiglia di Fortebraccio e la perdita del loro castello a Montone. Braccio si diede allora alla ventura, entrando

nella compagnia di San Giorgio e mostrando ben presto il suo valore e la sua predisposizione per l’arte militare.
Tutta la vita di Braccio da Montone è stata un susseguirsi di battaglie e combattimenti al servizio di grandi signori e personaggi illustri, e in ogni occasione egli seppe contraddistinguersi per abilità, furore, forza e strategia militare.
Le gesta più importanti della vita di Fortebraccio avvengono tutte sul campo di combattimento, egli, infatti, riuscì ad ottenere sempre più potere, politico e militare, vincendo numerosissime battaglie, ampliando le sue ricchezze, non sempre in maniera onesta, e ottenendo un seguito di uomini sempre più agguerrito e fedele.
Il suo carisma e la sua grande abilità di comandante determinarono molte delle sue vittorie: contro i Perugini al fianco della Chiesa; al servizio di Barbiano questa volta contro Faenza e lo Stato della chiesa; nuovamente contro Perugia al servizio del re di Napoli Ladislao d’Angiò.
Nel 1409 combatté prima a Città di Castello e poi ad Arezzo, al fianco dei fiorentini, e successivamente si diresse verso Roma nel tentativo, impedito dall’arrivo dell’inverno, di assediare Castel Sant’Angelo. Fino al 1413 portò avanti, prevalentemente nell’attuale Umbria, numerose piccole scorrerie e un vero e proprio attacco, non portato a termine, contro Perugia. Questi anni furono fondamentali per il perfezionamento della tecnica militare di Braccio, impostata sulla rapidità della manovra e sulla rapidità dei movimenti, tanto perfetta da far nascere una nuova scuola d’arme, definita braccesca. Fu feudatario di Montone e poi nominato dall’Antipapa governatore di Bologna, incarico che mantenne per poco tempo. Lasciata Bologna dopo la morte di Ladislao d’Angiò, raggiunse Perugia con l’intento di assediarla. Sconfisse Carlo Malatesta, nominato difensore dei Perugini per la santa Chiesa, ed entrò da vincitore in città divenendone il Signore.
Sconfisse Guido da Montefeltro e lo Sforza, mandati contro di lui dal Papa Martino V, a Spoleto in una memorabile battaglia, successivamente tentò di espandere i propri domini verso il mar Adriatico cercando di conquistare i territori del Montefeltro. Fortebraccio, tuttavia, sotto le mura del castello di Cantiano, quartier generale delle forze di Guidantonio da Montefeltro, posto sulla via per Urbino, vide svanire i propri sogni espansionistici, in quanto non riuscì mai ad espugnarlo. Nel 1419, incontrò dunque il Papa a Firenze e trovò un accordo che consisteva nella riconquista di Bologna. Dopo aver preso la città si ritirò a Perugia, lasciando intatti i territori dei Montefeltro.

 

Foto: Wikipedia, opera di Paolo Uccello "Battaglia di San Romano"


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